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Altezza ridotta di una decina di metri a fine ‘800 dopo che la struttura era stata seriamente danneggiata da un fulmine. La corona di merli ghibellini fu sostituita da una cella campanaria.
Entrando ci troviamo subito nella corte interna. Il nostro sguardo si dirigerà verso l’alto attratto istintivamente dallo sviluppo verticale del Castello di Poppi, dai ballatoi in legno, dalla armoniosa scala dell’architetto Turriani realizzata alla fine del XV secolo (una straordinaria opera architettonica e tecnica). Ma rimaniamo un attimo a pian terreno. A destra, appena entrati, una piccola porta ci immette nella stretta ed angusta prigione del castello, poi troviamo le “scuderie dei Guidi”, oggi sala utilizzata generalmente per mostre. In fondo alla corte si trova un tavolo in pietra. E’ il “tavolo della giustizia”. Qui era amministrata la giustizia e venivano emesse le sentenze. Questo tavolo entrò in funzione a metà ‘400 quando a Poppi venne istituito il tribunale.
Proseguendo a pian terreno troviamo la sala della battaglia. Qui sono conservate riproduzioni di strumenti da battaglia di epoca medievale. Nella stessa sala, più in basso, un grande plastico ci mostra gli schieramenti delle truppe Guelfe e Ghibelline durante la cruenta e sanguinosa Battaglia di Campaldino dell’11 giugno 1289.
Le pareti interne della corte del Castello di Poppi sono impreziosite da numerosissimi stemmi gentilizi, a pian terreno troviamo i più raffinati perché realizzati in terracotta da Andrea della Robbia o Bottega. (vedi anche Della Robbia in Casentino)
Saliti al primo piano possiamo visitare il Salone delle Feste. Qui i Conti Guidi tenevano banchetti, feste, spettacoli. La sala è riccamente decorata, una particolare attenzione va rivolta al soffitto. Vi è conservata una terracotta di Benedetto Buglioni raffigurante la Madonna della Cintola e Santi. Oggi la sala viene molto utilizzata per convegni e conferenze.
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