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Numerosi ed interessanti, come già detto, sono i paesi e gli abitati che fanno parte del Comune di Castel San Niccolò. A poche centinaia di metri da Strada in Casentino, in direzione Montemignaio, si trova Prato di Strada, qui ad inizio estate si volge la Sagra della Ciliegia. Alla fine di questo centro, attraversando un ponte sul Solano, si arriva velocemente agli abitati di Spalanni e Garliano. Continuando questa strada, che si fa stretta e bianca, si raggiunge il Pratomagno a quasi 1600 metri di quota. Questo percorso ci offrirà incredibili panorami sulla valle e i sui monti circostanti.
Borgo alla Collina si trova all’inizio della via per la Consuma, qui è da vedere un bel polittico quattrocentesco del Maestro di Borgo alla Collina nella chiesa dedicata a San Donato.
Altro interessante polittico trecentesco attribuito alla scuola di Taddeo Gaddi è conservato nella chiesetta di Pagliericcio, sulla strada per Cetica.
Cetica più che un paese va considerato un vasto territorio collinare montuoso comprendente tanti abitati. Sono da visitare in questa zona la località San Pancrazio, la Chiesa di Santa Maria a Cetica con la particolarità della torre campanaria posta davanti all’edificio e distaccata qualche metro da questo, la Chiesa di San Michele Arcangelo a Cetica che nonostante i vari rimaneggiamenti architettonici conserva ancora un sobrio stile romanico. Al suo interno sono conservate importanti opere d’arte del XV e XVI secolo. Accanto alla chiesa, in area aperta, si trova il Museo del Carbonaio. Cetica è nota per ottime patate qui coltivate, particolarmente prelibate sono quelle rosse.
Dalla Chiesa di San Michele, proseguendo per un’altra strada che porta in Pratomagno, incontriamo Bagni di Cetica, un’antichissima località ricca di boschi, prati verdi, ottima e gelida acqua. Sembra che già gli antichi romani si servissero di questo luogo per salutari cure termali.
Altre frazioni da vedere sono Rifiglio, Battifolle, Terzelli, Caiano. Per ultima vorrei citare Ristonchi: poche case con un’antichissima chiesetta in stile romanico che personalmente giudico la più interessante tra quelle di quel Casentino che io definisco segreto, per questo d’infinito fascino.
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