La Pieve di Bibbiena

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La pIeve di Bibbiena

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L'antica Pieve di Bibbiena, oggi Propositura

Propositura di Bibbiena, internoNel centro storico di Bibbiena vi sono tre chiese molto interessanti dal punto di vista storico, architettonico, artistico: la Chiesa di San Lorenzo, l’Oratorio di San Francesco e la chiesa oggi dedicata ai Santi Ippolito e Donato chiamata comunemente, ma impropriamente, “Pieve”. Impropriamente in quanto pieve non è più dal 1744, ossia da quando divenne propositura del paese. Ma le tradizioni resistono nei secoli e per i bibbienesi questa chiesa ancora pieve rimane.
La storia di questo sacro edificio è certamente antichissima, forse risalente al VII secolo, e le sue origini non si trovano nel centro storico del paese casentinese, ma in campagna, a meno di un chilometro in direzione nord dall’attuale chiesa, in una località chiamata allora come oggi Castellare. Le notizie storiche su questa pieve, intitolata allora ai Santi Ippolito e Cassiano, sono quasi nulle, ma nessuno mette in dubbio la sua esistenza, eventualmente c’è da dubitare sulla sua data di fondazione così antica visto che nessun documento o ritrovamento archeologico confermano questo.
Nella seconda metà del X secolo questa chiesa “cambia sede” e viene edificata, mantenendo l’intitolazione agli stessi santi, nel punto dove si trova l’attuale chiesa, ossia nella zona più alta del colle di Bibbiena. Da questo momento la storia di questo sacro edificio si avvale di qualche notizia in più, come il fatto che ne è ricordata la presenza in un documento del 979, ma niente che ne parli, la descriva, dia date precise. Con la più antica chiesa sita a Castellare ha una cosa in comune non di poco conto, entrambe sono poste lungo la stessa importante strada che partiva dal Ponte di Arcena sull’Arno in località Pollino e si dirigeva verso nord sull’appennino. Essere lungo importanti vie era per le pievi (dal latino plebs, plebis – del popolo) connotato imprescindibile. Una strada certamente antichissima questa, ciò avvalorato dal fatto che passava anche in località Domo dove qualche anno fa scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di una suntuosa villa romana.
Nel X secolo quando viene edificata la chiesa a Bibbiena il castello molto probabilmente non era ancora esistente. Esistente o no, la pieve, in quanto chiesa del popolo, nasce fuori dalle mura di questo. Alla fine del XII secolo risulta invece incastellata. E’ probabile che sia questo il momento in cui la chiesa viene riedificata su pianta a croce greca, forma che manterrà, come vedremo, fino al 1425.
Visto il periodo la chiesa ha uno stile romanico. In questa veste sicuramente spoglia e priva di decori la pieve arriva al 1289, l’anno della Battaglia di Campaldino presso Poppi (11 giugno). I fiorentini sconfiggono gli aretini e pochi giorni dopo distruggono il Castello di Bibbiena e la sua pieve in quanto proprietà di Arezzo. Nei primi anni del XIV secolo inizia la ricostruzione di Bibbiena e della nuova chiesa che mantiene la stessa pianta e dimensioni simili. Lo stile architettonico mostrerà invece sia connotati romanici che gotici. Arcangelo di Cola da Camerino, Chiesa di BibbienaIn questa fase cambierà la posizione della torre campanaria. Posta lungo l’attuale Via Berni prima del suo abbattimento da parte dei fiorentini, fu ricostruita a mo’ di campanile a vela nel punto dove si trova tutt’oggi.
Il 1312 è un anno importante per Bibbiena. Papa Clemente V elegge vescovo di Arezzo un giovane intraprendente e ambizioso, Guido Tarlati da Pietramala che nel 1321 fu nominato anche signore a vita della città e dei luoghi a questa appartenenti, compresa Bibbiena a cui il vescovo teneva molto. Il suo nome si trova scritto in un paio di punti della chiesa di Bibbiena, in uno di questi si legge chiaramente la data 1314. Si potrebbe ipotizzare che in quest’anno vi sia stata la consacrazione della pieve una volta terminata la ricostruzione. Guido Tarlati muore nel 1327 e gli succede nel ruolo di signore di Arezzo e di altri luoghi, tra cui Bibbiena, il fratello Pier Saccone. Questi, dopo una vita trascorsa in continue battaglie dove perdeva e riconquistava città e territori, nel 1356 muore quasi centenario nella sua Bibbiena.
Con la morte di Pier Saccone Tarlati inizia per Bibbiena un periodo di degrado. La Pieve di Bibbiena non sarà esente da questa situazione tanto che secondo una relazione redatta in occasione una visita pastorale del 1424 del vescovo aretino Francesco da Montepulciano risulterà in precario stato di conservazione e mancante di parti di tetto. E’ in quest’anno che si può far iniziare un’altra fase storica della Pieve di Bibbiena perché sarà lo stesso Vescovo Francesco a decidere subito per un importante intervento strutturale sulla chiesa che si protrarrà per tutto il 1425 e che più che un consolidamento risulterà quasi una ricostruzione. Infatti, vista la continua crescita della popolazione di Bibbiena che in quel periodo superava già i mille abitanti, si procedette a un ampliamento della pieve allungandone il ramo sud della croce greca. La pianta divenne così a croce latina e necessariamente cambiò l’orientamento dell’edificio. La chiesa assunse dimensione e forme di quella attuale. Non si pensò solo alla costruzione della pieve, ma anche alla sua decorazione. 1425/30 è databile un affresco di un anonimo pittore chiamato “Maestro di Bibbiena” che si trova sulla parete sinistra entrando, appena prima della porta laterale. Nel 1435 fu pronto per la chiesa un bel polittico su tavola di Bicci di Lorenzo raffigurante Madonna con Bambino e Santi e altre scene. Opera di grande valore anche per la sua architettura.
La chiesa che possiamo visitare oggi è strutturalmente quella che venne edificata nel corso del XV secolo, nel suo aspetto artistico è invece cambiata molto. Certe parti di affreschi visibili in punti delle Propositura di Bibbiena, Bicci di Lorenzopareti dove manca l’intonaco fanno capire che la pieve era molto decorata. Se questi dipinti sono oggi visivamente persi perché coperti da un successivo intonaco, è anche vero che nei secoli la pieve si è arricchita di altre opere d’arte, alcune commissionate ad hoc, altre portate qui da altre chiese che si trovavano nella campagna circostante Bibbiena. Questo fa si che oggi la Propositura di Bibbiena sia luogo di alto interesse turistico culturale oltre che per la sua storia anche per la pregevole arte qui conservata. Queste opere le possiamo vedere nel dettaglio nella galleria fotografica di questa sezione web.
Siamo giunti ai giorni nostri e per la Propositura di Bibbiena è iniziato un altro importante momento. La chiesa è rimasta chiusa un paio di anni per lavori di consolidamento, ma principalmente per essere sottoposta a un sostanzioso lavoro di restyling. Architettonicamente non ha subito modifiche, così come nel suo aspetto esterno. In suo interno, invece, è molto cambiato visivamente. Più luce accoglie il visitatore, l’ambiente sembra più grande, le opere d’arte hanno ora una diversa disposizione. L’inaugurazione di questa nuova chiesa in veste profondamente rinnovata è avvenuta il 6 marzo 2016 con solenne messa officiata dal vescovo Riccardo Fontana di Arezzo. Nell’occasione la Propositura di Bibbiena è stata oggetto di nuova consacrazione.

Ringrazio l’amico Giorgio Innocenti che attraverso i suoi studi meticolosi e pazienti sulla Propositura di Bibbiena e la storia di questo paese ha saputo darmi spunti interessanti per la realizzazione di questo lavoro.


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