Abbazia San Fedele

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BADIA SAN FEDELE a cura di Eleonora Ducci

Badia San Fedele, Maestro della MaddalenaBadia San Fedele a Poppi è una delle strutture più interessanti del Casentino, da un punto di vista storico, architettonico e per le opere pittoriche qui conservate. La chiesa ha un particolare valore devozionale per gli abitanti della zona perché legata alla figura del Beato Torello, Santo per i poppesi e patrono del borgo casentinese, le cui spoglie sono conservate nella suggestiva cripta in stile romanico di Badia San Fedele.
Chiaramente distinguibile nel paesaggio poppese la Badia di San Fedele, affonda le proprie radici in un lontano passato: nucleo originario della Badia era l’Abbazia benedettina di Strumi, a circa 3 km da Poppi, fondata sul finire del X secolo “pro remedio animae” del conte Tegrimo dei Guidi. Nell’XI secolo l’Abbazia passò alla regola vallombrosana, sul finire del XII secolo, per volere dei Conti Guidi, fu trasferita all’interno delle mura di Poppi. La costruzione dell’edificio si protrasse per diversi decenni del XIII secolo, contemporaneamente all’edificazione del castello, che sarebbe divenuto residenza principale dei Guidi in Casentino. L’Abbazia di San Fedele, già dotata di un cospicuo patrimonio ai tempi di Strumi, fu beneficiaria nel tempo di svariate donazioni da parte dei Guidi nonché loro luogo di sepoltura fino al 1568, anno in cui, per ordine dell’Abate Andrea III da Gaiole in Chianti, venne fatto smantellare il suntuoso sepolcro che si trovava nel presbiterio. L’abate applicò così il decreto di Papa Pio V che vietava le sepolture fuori terra nelle chiese. Le ossa dei Conti vennero sepolte vicino alla sagrestia, dove una lapide ricorda il fatto. Nel 1810 l’abbazia venne soppressa dall’amministrazione napoleonica.
Il complesso abbaziale di San Fedele si colloca all’estremità nord del paese di Poppi, aderente alla cinta muraria (da una delle cui torri è stato probabilmente ricavato il campanile, postumo alla costruzione della chiesa) e in corrispondenza dell’omonima Porta di San Fedele. La facciata, con il portale sovrastato da un rosone, è rivolta ad ovest ed affaccia su una piccola piazzetta,Badia San Fedele, cripta tuttavia l’ingresso normalmente usato è quello laterale costituito da un portale aperto nel 1564, che oggi presenta l’aspetto voluto dall’Ingegnere Giuseppe Castellucci che si occupò del restauro della Badia tra il 1930 e il 1933. Il progetto restituì alla chiesa l’originario e severo aspetto romanico, attraverso il ripristino delle strette monofore, rimuovendo le decorazioni barocche e tamponando le ampie vetrate che vi erano state aperte.
L’interno della Badia ha le caratteristiche del tipico edificio vallombrosano a croce latina con transetto diviso in tre ampie cappelle rettangolari. L’arco trionfale dell’abside e i due delle cappelle laterali sono evidenziati da fasce bicrome bianco e nero, motivo che ricorre anche nelle tre finestre dell’abside, negli oculi delle pareti e negli archi della cripta sottostante. L’altare maggiore è opera di uno scultore locale su disegno del Castellucci. Fortunatamente nelle opere di restauro si sono conservati gli altari manieristi che racchiudono pregevoli opere pittoriche la cui realizzazione spazia tra i secoli XIII e XVII.


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