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La Pieve di Socana
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Mappa Pieve a Socana
Strada delle Pievi in Casentino
Facciata Pieve di Socana
Architettura della Pieve di Socana
Mura della Pieve di Socana
Torre campanaria Pieve di Socana
Interno Pieve di Socana
Navate Pieve di Socana
Stemma Papa Leone V
Capitelli Pieve a Socana
Arcate Pieve a Socana
Volte Pieve a Socana
Colonne Pieve a Socana
Presbiterio Pieve a Socana
Sito archeologico di Socana
Sito archeologico di Socana
L'ara di Socana
L'altare etrusco di Socana
Altari etruschi in Toscana
Ara etrusca di Socana, particolare
Ara etrusca di Socana
Abside e ara di Socana
Abside Pieve di Socana
Abside Pieve di Socana
Antefissa di Socana
Reperti etruschi di Socana
Vasi etruschi In Casentino
Il campanile di Pieve a Socana
Scavi Pieve a Socana
Luogo per sacrifici etruschi
Reperti medievali a Socana
Reperti etruschi a socana
Resti di abside a Socana
Scala etrusca a Socana
Pieve di Socana
Pieve di Socana luogo di fede
 

La Pieve di Socana, una storia iniziata 2500 anni fa

Per secoli si è protratta una leggenda che parlava di un importante luogo di culto etrusco esistito dove oggi si trova la romanica Pieve di Socana in Casentino.
Agli inizi degli anni Settanta del Novecento la Sovrintendenza dei Beni Culturali di Arezzo fu promotrice di una campagna di scavi presso varie chiese della provincia. A Socana, scavando dietro la chiesa di sant' Antonino venne alla luce a qualche metro dall'abside un reperto archeologico di straordinaria importanza, bellezza e fascino: un grande ara etrusca databile al V secolo avanti Cristo. Accanto a quest'altare non poteva non esserci un tempio di cui oggi è ancora visibile parte della scalinata di accesso nascosta da una grata in ferro a sinistra dell'abside attuale. La secolare leggenda era divenuta verità storica.
La presenza di un tempio in questo luogo ha due giustificazioni: Socana, oggi nel Comune di Castel Focognano, era in epoca etrusca un importante nodo viario dove s'incrociavano strade che conducevano ad Arezzo, in Valdarno, in Valtiberina e nell'alto Casentino (da qui in Romagna e nel Mugello). Secondo motivo è che a qualche centinaio di metri da Socana si trova il paese di Rassina, un abitato relativamente moderno che oggi non ha particolari aspetti storici e architettonici da mostrarci, se non i pochi resti del castello che rimangono ancora fuori del borgo, ma il suo nome è molto antico derivando da Rasenna, termine con cui gli etruschi definivano se stessi. Se questo popolo aveva dato il proprio nome a un luogo significava che lo ritenevano di particolare importanza e quindi meritevole di avere un luogo sacro come questo tempio con un grande altare esterno che sopravvisse dal V al II secolo avanti Cristo, le cui dimensioni sono ritrovabili soltanto nell'altare di Marzabotto. Il santuario ebbe la protezione di una importante famiglia locale che ne detenne il patrocinio per oltre un secolo, come sembrano testimoniare le iscrizioni di una Gens Kreine, riportate su due grandi pietre votive, rinvenute nei pressi dell'ara, oggi al museo di Arezzo.
Il tempio probabilmente subì un crollo per incendio e fu abbandonato in epoca romana, non essendo stati trovati sul sito di scavo reperti di epoche successive al periodo etrusco, rinvenuti invece nei pressi del paese.
L'avvento del cristianesimo vide la ripresa di Socana dal punto di vista cultuale quando si cercò di soppiantare i vecchi culti pagani con l'edificazione nel VIII-IX secolo di una piccola chiesa, di cui rimangono soltanto pochi resti scultorei al museo archeologico di Bibbiena.
Successivamente in epoca pre-romanica l'edificio assunse l'aspetto grandioso di chiesa con tre navate interrotte da colonne cilindriche, lasciate ancora visibili dopo il restauro nella navata destra dell'attuale edificio e dotata di tre absidi di cui si intravedono le fondamenta sul retro dell'edificio stesso.
Nel XII secolo venne infine edificata l'attuale pieve romanica con le stesse dimensioni della chiesa precedente, ma dotata di un solo abside centrale e tre navate rette da robusti pilastri, tipici delle pievi aretine di questo periodo, che andarono a sorreggere cinque grandi campate a tutto sesto e una più piccola all'altezza del presbiterio. Ma anche quest'ultimo edifico fu condannato a una parziale distruzione poiché le prime tre campate furono abbattute e la facciata fu ricostruita in linea con la fine della terza campata. La motivazione della parziale distruzione non si conosce e neppure il periodo preciso (si parla dei primi decenni del XV secolo). Adesso la pianta della chiesa a tre navate è praticamente quadrata. I capitelli sulla sommità dei pilastri sono di forma schiacciata e le semplici raffigurazioni che vi erano scolpite sono ormai indecifrabili ad eccezione di una dove si distinguono delle foglie. Molto particolare è l'architettura della torre campanaria che appare cilindrica per due terzi nella parte inferiore, esagonale in quella superiore. La costruzione della parte cilindrica si può pensare fu realizzata sulle fondazioni di una costruzione cilindrica più antica, probabilmente assieme alla pieve in stile romanico, e molti suggeriscono si sia stato eretto in tale forma per l'influenza ravennate propagata attraverso la strada che dalla Romagna giungeva fino a Socana. La parte alta esagonale del campanile è un rifacimento più tardo.
Pur potendola ammirare ormai nelle sue povere spoglie la chiesa suscita ancora un immancabile fascino e se ci poniamo tra l'abside e l'ara etrusca, lasciando libera la nostra immaginazione, vedremo accanto a noi architetture inconsuete quanto affascinanti, il tutto avvolto in un grande alone di mistero. Una sensazione che forse in tutto il Casentino, ma anche oltre, solo la Pieve di Socana può darci.
Molte altre curiosità, notizie storiche e architettoniche accompagneranno le immagini presenti in questa sezione web.

Gli orari per visitare la Pieve di Socana al suo interno sono:
Dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 13.00 – dalle 16.00 alle 19.30
Domenica dalle 9.00 alle 12.00 – dalle 15.00 alle 19.30
Per info +39.333.9631188 – Ilaria
All’area archeologica si può accedere per visite turistiche in qualunque momento, tutti i giorni. Per accedervi si passa da un cancello accanto a canonica o dal piccolo parco giochi posto poco oltre.

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Il Bel Casentino by Alessandro Ferrini
  ALESSANDRO FERRINI - Via del Casentino n. 10 - 52010 Talla (AR) - Tel. 339 4257840 - e-mail: alefer@interfree.it