CAPRESE MICHELANGELO

in Valtiberina, la terra di Piero Della Francesca, la prima bagnata dal Tevere

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Caprese Michelangelo

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Caprese Michelangelo, un borgo sulle pendici dell’Alpe di Catenaia

Caprese, trittico di Giuliano Amidei Sulla Strada Provinciale che scorre sulle pendici dell’Alpe di Catenaia rivolte verso la Valtiberina si trova Caprese Michelangelo.
Una consolidata tradizione fa risalire le origini di questo borgo a un insediamento longobardo, la storia conosciuta del luogo inizia, però, nell’XI secolo quando vi è documentata la presenza di un castello. Questo, e il territorio circostante, nei primi anni del XII secolo entrarono tra i possedimenti dei camaldolesi. Dal 1226 inizia un periodo di un secolo e mezzo che vide il Castello di Caprese sottoposto a vari domini. Nel 1384, il luogo si sottomise a Firenze che nei primi anni del Quattrocento vi istituì una Podesteria dopo aver restaurato le mura del castello uscite danneggiate da un assedio di Arezzo negli anni Venti del Trecento. Tra i Podestà che amministrarono Caprese vi fu un tale Ludovico Buonarroti, padre del ben più celebre Michelangelo, che il 6 marzo del 1475, giorno di nascita dell’artista rinascimentale, si trovava a Caprese con la moglie. Michelangelo Buonarroti nacque, quindi, in questo sperduto luogo sulle pendici est dell’Alpe di Catenaia. Dalla fine del XVI il Castello di Caprese si avviò verso il degrado. Nella seconda metà dell’Ottocento vi fu la scoperta dell’atto di nascita del grande scultore, pittore, architetto. Questo fece acquisire grande prestigio al posto che fu ribattezzato in Caprese Michelangelo e la sua rocca fu sottoposta a un profondo restauro. Nacque una prima mostra dedicata all’artista che negli anni è cresciuta in quantità di materiale e qualità. Oggi ha preso il nome di Museo Casa Natale Michelangelo Buonarroti e si sviluppa su tre edificie uno spazio espositivo all’aperto.
Appena fuori della quella che era la cinta muraria del castello si trova la piccola chiesa di San Giovanni Battista. La sua origine risale agli inizi del XIII secolo. Particolarmente piacevole è il campanile a vela sopra la facciata che ospita due campane una delle quali risale al 1297. Al suo interno si trova un tabernacolo del XV secolo realizzato dallo scultore toscano Cristofano di Landuccio (1419 – 1492). Secondo la tradizione in questa chiesa fu battezzato Michelangelo Buonarroti l’8 marzo 1475. Questa cosa è ricordata da una lapide posta sulla facciata.
In località Tifi, a poca distanza dal paese, si trova la chiesa di quella che fu l’abbazia camaldolese di San Martino fondata secondo la tradizione dallo stesso San Romualdo. L’abbazia è citata per la prima volta in un documento del 1057. In questa chiesa si trovava il trittico con la Vergine e Bambino tra santi realizzato da Giuliano Amidei nel 1475, un monaco miniatore e pittore. Il dipinto su tavola è oggi espostoCaprese, il museo per Michelangelonella casa natale di Michelangelo. Tra i santi troviamo San Benedetto e San Romualdo. Questa presenza non lascia dubbio sui monaci di Camaldoli come committenti dell’opera.
Per secoli Caprese Michelangelo ha tratto sostentamento economico dalla pastorizia, da un’agricoltura povera, dal lavoro del bosco. Un prodotto di particolare rilevanza sono state le castagne e tutt’oggi hanno la sua importanza nell’economia locale. Per ricordare e onorare l’importanza di questo frutto, ogni anno, nella seconda metà di ottobre, si tiene nel piccolo borgo la Festa della Castagna.v Caprese può essere il punto di partenza per passeggiate su bei percorsi tra boschi di cerro, castagno e faggio sulle pendici dell’Alpe di Catenaia.
Dal paese in meno di dieci chilometri si può raggiungere l’invaso di Montedoglio realizzato negli anni Ottanta del XX secolo sul fiume Tevere che ha la sua sorgente circa trenta chilometri prima sul Monte Fumaiolo. È il lago più grande della Toscana e nonostante sia qualcosa di artificiale, il suo valore paesaggistico e naturalistico per la Valtiberina è enorme.


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