IL CASENTINO E DANTE - Foto Alessandro Ferrini
Dante Casentino
Il Sommo Dante Alighieri (Firenze 1265 - Ravenna 1321), il “padre” della lingua e dei poeti italiani, ebbe un legame molto stretto con il Casentino.
Il primo, o uno dei primi contatti tra Dante ed il Casentino, non fu certamente tra i più “poetici”. Partecipò infatti come feditore alla famosa e particolarmente cruenta battaglia di Campaldino (11 giugno 1289), ai piedi del colle di Poppi tra i Guelfi fiorentini, a cui Dante apparteneva, e i Ghibellini aretini.
Successivamente Dante conobbe il Casentino anche da viaggiatore (e certamente lo avrà girato con molta cura visto come lo descrive in certi suoi dettagli nella Divina Commedia), un Casentino che in quel momento era particolarmente in auge, con tutti i suoi centri fortificati, le pievi romaniche ed i suoi imponenti castelli “nuovi di zecca”). Ma sicuramente i rapporti più stretti con questa terra toscana Dante li ebbe durante il suo periodo di esilio da Firenze iniziato nel 1302, un esilio senza fine voluto dal Conte Gabrielli da Gubbio che condannò a morte o all’esiliò da Firenze tutte quelle persone ostili al Papa. Dall’inizio di questo suo doloroso periodo Dante dimorò molto in Romagna, ma fu anche ospitato spesso e a lungo dai Conti Guidi in Casentino, terra che Dante amava anche per la vicinanza alla sua Firenze, dove più volte tentò, con insuccesso, di rientrare. Nel 1314 il “Sommo Poeta”, sicuramente stanco ed avvilito, lascio definitivamente la Toscana.
Dante Alighieri aveva un visione geografica del Casentino ben diversa da quella odierna. Per Dante il Casentino iniziava, estendendosi in direzione Stia, con il torrente Archiano.

a pie' del Casentino
traversa un' acqua ch' a nome l' Archiano,
che sovra l' Ermo nasce in Appennino

Per poche centinaia di metri Dante non includeva nel Casentino il paese di Bibbiena. Ma questo dipendeva forse da un suo “campanilismo politico” più che da una visione geografica, essendo stata Bibbiena, da sempre, fortemente legata ad Arezzo.
La presenza di Dante in Casentino è ricordata in tanti luoghi di questa valle toscana. La testimonianza più evidente è il busto del Sommo Poeta posto davanti al Castello di Poppi (nella foto sopra). In questa residenza dei Conti Guidi fu ospitato nel 1310 per quasi un anno e si dice che qui abbia composto il XXXIII canto dell'Inferno della Divina Commedia. Di quanto il Casentino abbia influenzato e sia entrato nell’animo di Dante è evidente dalle tante volte che il poeta cita in modo diretto, o vi fa riferimento meno palese, questa terra ed i suoi luoghi nella Divina Commedia.
Le pagine seguenti sono una galleria dei luoghi Casentinesi citati da Dante Alighieri nella Divina Commedia e dei luoghi del Casentino in cui il Sommo Poeta sia stato, o si pensa possa essere stato ospite. Le pagine sono ordinate secondo una logica geografica del territorio, partendo dal Falterona per arrivare alla Verna.
Per la realizzazione di queste pagine ha collaborato Riccardo Starnotti, che ringrazio sentitamente, presidente dell’Associazione Culturale
Amici di Dante in Casentino

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