ANELLO BASSO DELLA VERNA E MONTE CALVANO

un itinerario intorno al monte dove San Francesco ricevette le stimmate

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Un itinerario intorno al Sacro Monte della Verna

Scogliera delle Stimmate L’itinerario trattato in questa sezione web propone al visitatore della Verna di raggiungere il santo luogo in modo alternativo rispetto che arrivare ai parcheggi auto posti a pochi metri dall’ingresso del santuario. Occorreranno circa due ore e mezzo a piedi per giungere alla nostra meta. Dovremo affrontare un percorso non impegnativo che sicuramente ci preparerà all’incontro con questo luogo particolarmente caro a San Francesco.
Il Monte della Verna fa parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Questo luogo francescano, per caratteristiche morfologiche e naturalistiche, non trova riscontri in altre zone di quest’oasi verde sull’appennino. Per ciò che riguarda le particolarità della conformazione rocciosa del monte possiamo vederle, in parte, visitando il santuario. Si tratta, geologicamente parlando, di un enorme macigno calcareo uscito dal mare e oggi “galleggiante” su una grande massa d’argilla. È chiaro che l’aspetto vegetativo naturalistico della Verna risente della posizione di quest’ambiente, ma, principalmente, è lo specchio dello spirito francescano. Se il monaco camaldolese curava i boschi, si, ai fini della loro bellezza, ma soprattutto perché fossero produttivi, il francescano lascia la natura alla sua spontaneità. La Sacra Foresta della Verna si presenta, quindi, con un “affascinante disordine”. Faggi, abeti, cerri e molte altre tipologie di piante vegetano insieme nello stesso bosco. Enormi massi dalle forme più particolari, rendono fiabesca questa foresta.
Il percorso naturalistico che ci apprestiamo a descrivere, in circa 5 chilometri (7,5 km se saliamo sul Monte Calvano) ci mostra gli aspetti sopra citati. È il così detto “Anello basso della Verna”. Inizia da La Beccia (980 m) e tramite il percorso E1 - CAI 048 sale verso l’apice del monte. Siamo sull’antica strada che saliva alla Verna, quella che secondo la tradizione percorreva il “Poverello d’Assisi”. Quando la strada si fa più irta abbiamo sulla destra un robusto muro oltre il quale vi erano i noti orti della Verna. Alla curva a destra, abbiamo a sinistra un cancello di ferro. Oltrepassatolo tramite la scaletta sul muro, ci troviamo sul percorso CAI 053 che in duecento metri ci porta sotto la spettacolare scogliera. Se la sua vista dal basso è suggestiva, ancor di più è il pensiero che questa gigantesca roccia sia giunta quassù dal mare. Ancora cento metri ed entriamo nella Foresta Sacra, o Monumentale, della Verna. I maestosi abeti e faggi che accompagnano il percorso rendono magico questo luogo. Settecento metri più avanti, alla nostra destra, vediamo un agglomerato di massi. Tra questi distinguiamo una piccola grotta: è la ghiacciaia. Da qui esce aria gelida, al suo interno i frati conservavano il cibo nel periodo estivo. Ancora trecento metri e ci troviamo su una radura che offre un bel panorama sulla sottostante Vallesanta e su parte del Casentino. Il percorso ora sale e dopo poco giungiamo a un bivio. Il CAI 053 si dirige verso sinistra, noi proseguiamo dritto sul CAI 056 che rientra in un bosco fitto costituito di molte tipologie di piante. Più avanti inizia a snodarsi, a mo’ di gincana, tra enormi rocce dalle forme più fantasiose. A sinistra del sentiero incontriamo un gigantesco masso, sotto vi è la “Grotta di Fra David”. Ancora cinquecento metri e giungiamo a Croce alla Calla dove troviamo un quadrivio. Proseguendo a dritto iniziamo a percorrere il CAI 50. In quaranta minuti, con tratti di salita impegnativa, raggiungiamo gli stupendi prati di Monte Calvano che ci Ghiacciaia, La Vernaoffrono a sud est un bel panorama sulla Valtiberina. Verso est, scorgiamo all’orizzonte i monti Simone e Simoncello. Torniamo indietro sulla stessa strada. Giunti a Croce alla Calla voltiamo a sinistra continuando sul CAI 50. Dopo un centinaio di metri notiamo sul Monte della Verna, in un punto dove manca la vegetazione, una spaccatura della rocca. È il così detto “Calcio del Diavolo”. Si tramanda che Satana, infuriato per non riuscire a indurre in tentazione San Francesco, abbia dato in questo punto un grande calcio alla montagna. Poco più di duecento metri e andiamo a incrociare una strada bianca carrabile. Da qui, voltando a destra, in circa un chilometro arriviamo ai parcheggi auto del santuario.
Ora inizia la visita al santo luogo posto a 1128 metri di altitudine. Una volta terminata, di fronte alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli c’è la vecchia porta della Verna. Oltrepassatala, ci troviamo sulla strada che proviene da La Beccia. Quella su cui abbiamo iniziato il nostro itinerario. In contreremo la Cappella degli Uccelli e il cancello che abbiamo oltrepassato per iniziare il giro intorno al monte. Il resto è la strada già fatta all’inizio.



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