Pieve di Sietina

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IL PROTETTORE DEI CARDATORI - Vedi altre pievi

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Nel terzo pilastro di destra della Pieve di Sietina troviamo raffigurato San Biagio Vescovo. Questo santo, vissuto in Armenia a cavallo tra il III e IV secolo, è ben riconoscibile dallo strumento che tiene nella mano sinistra: una pettine di ferro utilizzato per cardare la lana. Proprio per questo oggetto con cui viene raffigurato è ritenuto il protettore dei cardatori di lana. Ma nella fattispecie questo lo strumento è abbinato all'iconografia di San Biagio perché fu utilizzato per la sua tortura al momento che si rifiutò di rinnegare la sua fede cristiana. Utilizzando questa sorta di pettine, o striglia, gli fu raschiata via la pelle.
Oltre che vescovo della sua città, Sebante, San Biagio era anche medico, per questo nella tradizione popolare è invocato quando si è ammalati, in particolare è ritenuto protettore nelle malattie della gola. E' riconosciuto santo sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa.
Tornando a quest'affresco a lui dedicato nella Pieve di Sietina possiamo notare con quanta dovizia dei particolari l'anonimo artista di fine Quattrocento realizza questo dipinto. Il trono su cui siede San Biagio è estremamente curato nei dettagli e reso tridimensionale. Particolarmente curato ed espressivo si presenta il volto del Santo Vescovo armeno. La mitria, con grande maestria dell'artista, è rappresentata con pietre preziose e non possiamo fare a meno di notare anche l'attenta decorazione del mantello.
Come mai l’armeno San Biagio è presente in questa chiesa in terra aretina? Ipotesi senza dubbio realistica è che sia stato qui posto a protezione della tanta pastorizia presente nella zona che equivaleva a tanto lavoro per i cardatori della lana.



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