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Castello di Porciano
   
  Porciano Stia  
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  Castello Porciano Stia  
  Museo Castello Porciano
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Quando, nel XVIII secolo, il castello venne acquistato dal Conte Giuseppe Goretti de Flamini il suo stato era già molto precario. L’abbandono ed il conseguente ulteriore decadimento continuò fino al 1963, anno in cui Flaminia Goretti de Flamini ed il marito George A. Specht intrapresero, diretti e parzialmente aiutati dalle Soprintendenze alle Belle Arti di Firenze ed Arezzo, la colossale opera di ristrutturazione dell’antico edificio durata una quindicina di anni. I lavori riguardarono principalmente la grande torre che con i suoi 35 metri di altezza è la più grande del Casentino. Una torre che rappresentava la parte abitativa del castello, quindi non solo alta, ma anche grande come base. Delle mura di cinta del castello ne rimangono una parte attaccata alla torre su cui si trova una bella porta. In un altro frammento di mura opposto alla torre sono presenti tre classiche feritoie medievali per l’avvistamento e la difesa. Sempre sul perimetro murario del castello è situata un altra piccola torre, anche questa era adibita a guardia e difesa del castello.
I restauri degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso ci anno restituito una grande e affascinante testimonianza di architettura medievale in Casentino. Il Castello di Porciano oltre ad essere abitazione della proprietaria (la signora Marta figlia di Flaminia e George) nei suoi piani più alti, è anche museo e luogo per convegni e conferenze. A piano terra vi sono esposti oggetti del passato usati in Casentino per uso agricolo, domestico ed altro. Al primo piano si trova la sala della storia del castello con esposti documenti scritti e fotografici che ci raccontano in particolare i grandi lavori di restauro. Sempre qui, in due grandi teche, è esposto materiale archeologico venuto alla luce durante scavi effettuati in concomitanza ai lavori di restauro. Al secondo piano si trova la “Sala di Dante” dalle cui finestre si gode di un ampio quanto suggestivo panorama sul Casentino. In questa raffinata sala, in compagnia di un grande e caldo caminetto, si possono tenere incontri culturali, convegni e conferenze.

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