Con Guido Monaco all'Abbazia di Santa Trinita

itinerario da Pontenano all'abbazia benedettina di Santa Trinita e al Varco di Anciolina

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Badia Santa Trinita

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65 immagini in sequenza per conoscere nel dettaglio questo itinerario. Clicca per iniziare l’escursione virtuale

  • Pieve di Pontenano, la chiesa
  • Chiesa di Pieve Pontenano, interno
  • Per legare gli animali
  • Per legare gli animali
  • Casa dei Cassi
  • Fonte Vecchia di Pieve Pontenano
  • Pontenano visto da Cerrero
  • Mappa itinerario Pontenano Santa Trinita
  • Partenza sul CAI 48
  • Maestà di Pontenano
  • CAI 44
  • Fosso del Vado
  • CAI 44
  • Fonte Cavallari
  • Fonte Cavallari
  • CAI 44
  • CAI 44 lungo Badia Vecchia
  • CAI 44
  • CAI 44 alla Specchiana
  • Fosso alla Specchiana
  • Cascata sulla Specchiana
  • Alghe rosse della Specchiana
  • Escursionisti sul CAI 44
  • Selva della Badia
  • Selva della Badia
  • Castagno secolare
  • CAI 44 e CAI32
  • Ponte della Badia
  • Fosso della Badia
  • Salto della pecora
  • Fosso della Via Traversa
  • Ultimi metri per la Badia
  • Ruderi di Badia Santa Trinita
  • Capitello di Santa Trinita
  • Transetto di Santa Trinita
  • Abside di Badia Santa Trinita
  • Polittico di Carda
  • Fonte della Badia
  • Casa del contadino alla Badia
  • Sul CAI 32 verso il Varco
  • Sul CAI 32 verso il Varco
  • Sul CAI 32 verso il Varco
  • Sul CAI 32 verso il Varco
  • Strada del Valdarno
  • Badivecchia
  • CAI 32 presso il campeggio
  • Campeggio Fonte dello Squarto
  • CAI 32
  • Varco di Anciolina
  • Varco di Anciolina
  • Varco di Anciolina
  • CAI 00 al Varco di Anciolina
  • Poggio la Cesta
  • CAI 00 verso la Crocina
  • Verso il CAI 46
  • Sul CAI 46
  • Panorami dal CAI 46
  • Vista di Talla dal CAI 46
  • Vista di Talla dal CAI 46
  • Panorama su Arezzo
  • Panorama su Catenaia e La Verna
  • Bivio sul CAI 46
  • Il CAI 46 vicino a Pontenano
  • Panorama su Capraia
  • Arrivo a Pontenano

Verso l'Abbazia di Santa Trinita su una possibile via di Guido Monaco

Mappa dell’itinerarioLuogo di partenza e arrivo dell’itinerario che descriviamo in queste pagine è Pontenano, a 790 metri di quota. Altrimenti, altro punto di partenza può essere il Varco di Anciolina a 1130 metri di altitudine, raggiungibile più velocemente da chi provenisse dal Valdarno e salisse sul Pratomagno passando da Trappola o Anciolina. Questo percorso ad anello ha una lunghezza di circa 12,5 chilometri e un dislivello altimetrico totale di 950 metri. È da considerarsi, quindi, di medio impegno fisico. Lo descriviamo in senso antiorario, così lungo il tratto del CAI 46 che scende a Pontenano avremo di fronte un straordinario panorama verso sud-est, ossia sulla città di Arezzo, la Valdichiana e la parte sud del Valdarno Superiore. Gli ultimi due chilometri di CAI 46 verso Pontenano presentano una discesa piuttosto ripida e su fondo roccioso che potrebbe dar fastidio a chi ha problemi alle ginocchia. In tal caso è consigliabile affrontare l’itinerario in senso orario.
Pontenano è una frazione montana del Comune di Talla. Per chi proviene dal Casentino, si trova 7,5 chilometri dopo il capoluogo. Per chi, invece, si trovasse nella zona di Arezzo, Castiglion Fibocchi e San Giustino Valdarno, il modo più veloce per raggiungere Pontenano è fare i primi cinque chilometri del Passo della Crocina e poi un tratto della Strada Panoramica del Pratomagno fino alla via, a destra, che in quattro chilometri conduce a questo borgo montano.
Arrivando da Talla, tre chilometri prima di Pontenano troviamo un altro piccolo abitato che merita una breve visita: Pieve di Pontenano. Questo nome ci racconta già qualcosa sul luogo. Qui si trovava la chiesa battesimale del Castello di Pontenano. Questo borgo lo vediamo ed è descritto nelle prime sei pagine della sequenza. Riprendiamo la strada comunale che conduce a Pontenano, luogo con una storia molto antica alle spalle. In merito a ciò vi sono interessanti testimonianze, all’interno del piccolo abitato e in un raggio di settecento metri, motivo per brevi passeggiate o per un’altra escursione qui descritta.
La camminata inizia dalla piazza esterna di Pontenano, dove c’è il parcheggio auto e da dove parte la strada che in quattro chilometri conduce alla Panoramica del Pratomagno. Noi ci dirigiamo in direzione opposta al paese. Per Fosso della Specchianaduecento metri camminiamo sul CAI 48 che ricalca un’antica strada che proviene dal Passo della Crocina. Nel titolo di questa pagina leggiamo che andremo all’Abbazia di Santa Trinita accompagnati da Guido Monaco, una compagnia immaginaria, ovviamente. Di questo grande personaggio non si conosce il luogo di nascita e neanche dove e quando sia morto. Si sa per certo che tra il 1025 e il 1030, proveniente dall’Abbazia di Pomposa, si trovava ad Arezzo invitato dal Vescovo Teodaldo. Furono anni di studio durante i quali inventò quello che sarebbe divenuto un linguaggio poi usato in tutto il mondo: la notazione musicale. In quegli anni Badia Santa Trinita era il riferimento della cultura benedettina per un vasto territorio, qui si cantava e s’insegnava il gregoriano. Da questi presupposti è impensabile che Guido Monaco non si sia recato a quest’importante abbazia per incontrarsi e confrontarsi con i confratelli. Fin dal XII secolo, l’attuale CAI 48 era la strada di comunicazione tra il Castello di Pontenano e Arezzo. Perché al tempo di Guido Monaco non sarebbe dovuto esserlo? Da un punto di vista geografico alternative non ce ne potevano essere. Non solo, questa strada e quella ricalcata dall’attuale CAI 44 che ci apprestiamo a percorrere, rappresentarono il collegamento tra Santa Trinita e Arezzo, dal cui vescovado l’abbazia dipendeva.
Iniziamo, allora, l’escursione idealmente accompagnati da Guido Monaco. Dopo duecento metri il CAI 48 termina in corrispondenza di un bivio. Dobbiamo andare a destra dove inizia i CAI 44. Il percorso a sinistra, che sale, è il CAI 46 che utilizzeremo per il ritorno. Stiamo entrando in una zona che per secoli è stata sinonimo di ricchezza, il territorio del Comune di Talla dove si trovavano le selve di castagno più produttive in termini di legna da ardere, carbone, legname da opera, castagne. Non solo, boschi che permettevano l’allevamento di tanti maiali. Nel primo chilometro e mezzo sul CAI 44 non attraversiamo selve di castagno di particolare bellezza. Alla nostra destra il bosco è abbastanza rado e ci consente di avere un bel panorama sul fondovalle, il piccolo borgo che vediamo abbarbicato sulle pentici del monte di fronte è Capraia, un castello subordinato a Pontenano distrutto nel 1502. All’inizio di una salita il bosco diviene più fitto. Su un tornante a destra attraversiamo il Fosso del Vado, da qui in poco più di un chilometro arriviamo a Fonte Cavallari (930 metri) dove vediamo due abitazioni. Il Percorso CAI 32toponimo ci dice già qualcosa. Intanto che c’è una fonte, ma non possiamo fruirne perché divenuta inaccessibile, poi una tradizione racconta che in un periodo imprecisato qui ci si occupava di cavalli. Il CAI 44 ci ha portato qui da Pontenano in 2,8 chilometri. Un percorso che corrisponde ad una strada forestale transitabile, con un po’ di attenzione, anche con mezzi motorizzati. Da Fonte Cavallari a Badia Santa Trinita ci sono poco più di due chilometri, questo significa che il CAI 44 da Pontenano è il percorso meno impegnativo per raggiungere l’antica abbazia, circa cinque chilometri (solo andata) con un dislivello attivo di 240 metri. Considerando che possiamo arrivare a Fonte Cavallari in auto, la camminata può essere ridotta a poco più di quattro chilometri complessivi.
Proseguendo, la selva diviene ancora più bella. Il castagno sarà la pianta prevalente, ma troveremo anche faggi e un piccolo bosco di douglasia. In cinque minuti arriviamo al Fosso delle Palmole. Oltre questo corso d’acqua, fino ad una sbarra, a monte della strada si trova una zona detta Badia Vecchia, toponimo che induce a pensare a un insediamento di Santa Trinita precedente all’attuale. D'altronde che l’odierno sito dell’abbazia non sia stato il primo è riportato anche in alcuni antichi documenti. Dopo il Fosso delle Palmole, in circa un chilometro arriviamo al Fosso della Specchiana. Venti metri prima del corso d’acqua il percorso si biforca. Noi dobbiamo continuare a destra, scendendo. Prima, però, andiamo a sinistra, in leggera salita. Dopo cinquanta metri troveremo una cascata, piccola ma molto bella per i movimenti dell’acqua. Torniamo indietro sul CAI 44 e attraversiamo il fosso. Se ce la sentiamo di fare un breve fuori pista (meglio che il terreno non sia bagnato) possiamo discenderlo per una trentina di metri lungo la sua sponda sinistra. Osserveremo la bellezza del lastricato dove scorre l’acqua, per la sua conformazione e perché dalla tarda primavera all’autunno vi si forma un’alga rossa che se illuminata dai raggi diretti del sole diventa quasi fosforescente. Oltre il Fosso della Specchiana inizia la così detta Selva della Badia: un castagneto che è stato una vera ricchezza per Santa Trinita, dai tempi dei monaci fino agli anni Cinquanta del Novecento quando fu abitata da Adone, l’ultimo contadino dei Cassi, a quel tempo i proprietari del luogo. Attraversata la Selva della Badia (circa 400 metri), il CAI 48 si unisce al CAI 32, una strada forestale che scende dal Varco di Anciolina. I due percorsi, sovrapposti, pochi metri più in basso Panorama dal percorso CAI 46attraversano il Fosso della Badia su un piccolo ponte di legno, quindi inizia una breve salita dentro una fitta abetina in cima alla quale ci appaiono, improvvisi e affascinanti, i ruderi dell’Abbazia di Santa Trinita (952 metri di quota). Il primo pensiero che ci viene in mente è come un complesso monastico di tale importanza può essere sorto in un luogo montano e ameno come questo. Non era così all’epoca in cui fu edificato. Gli Annali Camaldolesi ci riferiscono che Badia di Santa Trinita in Alpe fu fondata per volere diretto di Ottone I di Sassonia tra il 950 e il 961 da due monaci benedettini tedeschi, Pietro ed Eriprando, lungo la Via Abversa, direttrice di grande importanza probabilmente di origine etrusca. Molte altre notizie sull’abbazia le trovi da pagina 33 a 39 della sequenza.
I percorsi CAI 44 e CAI 32, sovrapposti, ci conducono dietro l’abbazia dove possiamo osservare l’abside in buona parte ricostruita tra il 1968 e il 1970 quando Santa Trinita fu sottoposta ad un grande lavoro di recupero. A pochi metri da questo elemento architettonico si trova la Fonte della Badia in corrispondenza della quale i due sentieri si dividono. Il CAI 32 volta a destra dirigendosi verso Capraia, il CAI 44 continua dritto e dopo pochi metri inizia una ripida salita che in settecento metri conduce al Passo della Forca (1065 metri) dove s’immette sul CAI 40, una strada forestale aperta ai mezzi motorizzati che a destra si dirige verso Faltona. Quest’ultima strada la vediamo indicata in una mappa catastale del 1824 come Strada del Valdarno. Stessa indicazione la troviamo sulla via corrispondente (in linea di massima) al CAI 32 che percorreremo in questa seconda parte della nostra escursione. Cosa cosa significa questo? Stiamo camminando sulla Via Abversa, quella storica direttrice di cui abbiamo già accennato. A rafforzare quest’ipotesi, il fosso che abbiamo attraversato duecento metri prima di giungere all’abbazia, poco più in alto, nella solita mappa, e altre più recenti, è indicato come Fosso della Via Traversa.
Lasciamo Santa Trinita riprendendo la strada con cui siamo arrivati. Pochi metri dopo il ponte, il CAI 44 volta a sinistra, il CAI 32 continua dritto, salendo. Noi seguiamo questo secondo percorso che ricalca una strada forestale. In tre chilometri arriveremo al Varco di Anciolina (1130 metri). Inizialmente il nostro cammino è accompagnato da un castagneto con alcune piante secolari, poi il bosco diviene misto per la presenza di abeti. In un chilometro giungiamo a un incrocio dove andiamo a sinistra. Qui il faggio è divenuto la pianta prevalente. Un altro chilometro e la strada diviene quasi pianeggiante. Da qui iniziamo ad attraversare quella zona segnata nelle mappe come “Badia Vecchia” o “Badivecchia”. Toponimo interessante, come già detto qui ci fu sicuramente il primo insediamento di Santa Trinita. Un luogo a quasi 1100 metri di altezza ed esposto al gelido vento di tramontana, Panorama dal percorso CAI 46forse è per questo che il monastero benedettino si spostò presto nell’attuale sito a ridosso di monti che lo proteggono da nord e da est. In poco più di cinquecento metri arriviamo al Campeggio Fonte dello Squarto e in altri cinque minuti al Varco di Anciolina, più semplicemente noto come “Varco” poiché questo è il valico per antonomasia, per eccellenza del Pratomagno. Probabilmente perché qui la montagna era attraversata dalla strada per eccellenza: l’antichissima Via Abversa.
Al Varco il CAI 32 s’immette sul CAI 00 di crinale che noi imbocchiamo verso sud. Ci accingiamo a percorrere gli ultimi 4,5 chilometri dell’itinerario che ci riporteranno a Pontenano. In meno di un chilometro giungiamo nel punto più alto del percorso (1200 metri), ossia in prossimità della cima di Poggio la Cesta. Da qui inizia una discesa costante e dopo qualche centinaio di metri arriviamo ad un bivio dove il CAI 00 volta a destra, noi proseguiamo dritto su una pista forestale che dopo trecento metri s’immette sul CAI 46 che proviene da sinistra e scende a Pontenano. Quest’ultimo tratto del percorso è molto più povero di boschi rispetto a quanto incontrato fino a qui. Siamo in una zona più arida e quindi cespugliosa. In compenso abbiamo più panorami che diventano molto ampi e spettacolari quando giungiamo sul Poggio di Pontenano da dove, verso sud-est, distinguiamo la città di Arezzo e, se non c’è foschia, la Valdichiana e il Lago Trasimeno. Siamo a circa 1000 metri di quota, in poco più di un chilometro scenderemo ai 790 di Pontenano. Una discesa, quindi, abbastanza ripida e su fondo roccioso. Procediamo con cautela per portar rispetto alle nostra ginocchia.

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